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Antidepressivi, la loro efficace supera il 60%

Antidepressivi, la loro efficace supera il 60%

25 Settembre 2018

Che l'utilizzo di antidepressivi e psicofarmaci sia oggetto di dibattito è cosa nota. La domanda che ci si pone è sempre la stessa, sono efficaci oppure no?

A cercare di fare chiarezza ci ha pensato il New York Times, pubblicando un articolo sulla base di una ricerca effettuata da un gruppo di studiosi in materia.

Nello studio sono stati presi in considerazione 21 antidepressivi, mettendoli a confronto con sostanze placebo. Il risultato ottenuto ha dimostrato come l'utilizzo dei farmaci sia più efficace rispetto all'impiego delle sostanze di fatto prive di principi attivi specifici. Gli effetti collegati all'uso di antidepressivi variano a seconda della persona a cui vengono somministrati, ma in linea generale, nel 60% dei casi esaminati, il loro utilizzo ha portato dei benefici.

Antidepressivi: sono sempre efficaci?

Quello che è emerso, però, è un dato piuttosto modesto. Se si considera che, in base al campione di pazienti testati, il 40% delle persone hanno ottenuto benefici simili a quelli degli antidepressivi grazie ai placebo, si può notare come la differenza tra le due percentuali non sia cosi elevata.

I dibattiti sull'impiego di questi medicinali e di terapie farmacologiche in caso di malattie mentali, dura da anni ed è da sempre condizionato da questioni ideologiche. Resta il fatto, però, che la depressione sia la prima causa di disabilità nel mondo e, se non curata, rappresenti un problema enorme sia per i pazienti che per la società intera.

Per questo è fondamentale curarla. Compito del personale specializzato è quello di scegliere la terapia migliore che si adatti nel modo più opportuno alle caratteristiche ed esigenze di ogni paziente.

Creme solari e bambini: ecco alcuni consigli utili

Creme solari e bambini: ecco alcuni consigli utili

15 Settembre 2018

Castelli di sabbia, bagni, corse con gli amichetti, quanti giochi si possono fare in estate. Attenzione, però, stare all'aria aperta fa bene, a patto che la pelle del vostro piccolo sia sempre ben protetta.

Per preservare la cute, prima degli otto mesi, sarebbe meglio evitare totalmente l'esposizione al sole, mentre, fino ai 36 mesi, è consigliabile privilegiare le ore mattutine o del tardo pomeriggio.

La cosa importante, però, è proteggere sempre l'epidermide seguendo qualche piccolo suggerimento.

Missione estate: proteggiamo la pelle dei bambini

Vi state chiedendo come fare? Tranquilli, è molto semplice. Fino ai 6 anni, preferite una schermatura alta, 50+, per tutta la durata della vacanza. Superata questa età, man mano che la pelle si abbronza, potete ridurre il fattore di protezione e scendere progressivamente a 30, fino a 15.

Attenzione, però! I raggi solari passano attraverso il tessuto della carrozzina. Anche per i più piccoli, quindi, è sempre necessaria la crema solare. Ricordate:

  • applicatela ogni due ore e spalmatela sulla pelle asciutta;
  • mettetela ad ogni esposizione al sole, anche in città;
  • utilizzatela anche sotto l'ombrellone.

Se la cute del bambino è sana si possono usare gli stessi prodotti dei genitori. L'importante è che siano testati e preferibilmente delicati, per non alterare o irritare l'epidermide.

In qualunque farmacia, poi, potete trovare una vasta gamma di lozioni, spray e creme anche specifiche per i più piccoli. Per scegliere la formulazione migliore, chiedete sempre consiglio al personale specializzato che saprà darvi tutte le indicazioni per godervi il sole senza preoccupazioni.

Diarrea del viaggiatore: ecco cosa sapere per evitarla e combatterla

Diarrea del viaggiatore: ecco cosa sapere per evitarla e combatterla

15 Settembre 2018

Forse non conoscete il nome "tecnico" ma di sicuro molti di voi l'avranno subita. Parliamo della "diarrea del viaggiatore", un disturbo che colpisce dal 20 al 50% dei vacanzieri.

La cause sono molteplici e vanno dai normali virus, parassiti e batteri, fino allo stress, il cambio di alimentazione, il clima e l'altitudine.

Generalmente la sintomatologia, che si manifesta nei primi giorni di viaggio, comprende scariche diarroiche, associate a dolori addominali, nausea, sensazione di malessere generale e febbre. Attualmente non esistono vaccini o misure farmacologiche preventive ma, per fortuna, si possono seguire dei piccoli accorgimenti per evitarla.

La prevenzione "salva vacanza"

Per prima cosa rilassatevi, lo stress è nemico della pancia. Stop all'ansia e partite sereni.

In più ricordatevi di:

  • lavare sempre le mani prima di mangiare, ridurrete il rischio di contagio del 30-40%;
  • portate con voi un beauty con tutti i medicinali per intervenire, fermenti lattici e sali;
  • mangiate cibi ben cotti, carne, pesce o verdura;
  • evitate carne al sangue, uova o pesce crudo, latte non pastorizzato, frutta senza buccia già lavata;
  • attenzione ai colpi d'aria (soprattutto di aria condizionata);
  • lavatevi i denti con acqua in bottiglia.

E mi raccomando, siete in vacanza: prendetevela comoda! Il vostro corpo si deve abituare gradualmente al cambio di orari, cibo e stile di vita. Tutto ciò che è repentino potrebbe causarvi dei fastidi che andrebbero a rovinare il vostro meritato periodo di riposo e divertimento.

Un consiglio? Prima di partire fatevi un bel giro in farmacia. Il personale specializzato saprà darvi i giusti rimedi nel caso dovessero servirvi.

Addio macchie solari

Addio macchie solari

13 Settembre 2018

Vacanze finite? Si torna a casa! Ma cose sono quelle macchie sulla pelle che compaiono con l'affievolirsi dell'abbronzatura?

Nonostante abbiate seguito tutti i consigli per proteggere la vostra cute dai raggi solari, capita spesso che sull'epidermide si presentino delle piccole macchioline. Questi segni sono dovuti ad una alterazione della melanogenesi, la formazione di melanina che, distribuendosi in modo non omogeneo, forma delle concentrazioni dette iperpigmentazioni.

Cosa fare per evitarle? Prima di tutto è bene ricordarsi di non esporsi mai durante le ore centrali più calde e di proteggere sempre la pelle con la crema solare adatta al vostro fototipo. Questo vale per tutto l'anno perchè, ricordate bene, che il sole c'è anche in inverno.

Macchie solari? No grazie!

E se nonostante le accortezze le macchie scure sulla pelle compaiono comunque?

Curare la formazione di questi inestetismi, che colpiscono maggiormente le donne, è possibile. Come farlo? Semplicemente utilizzando i prodotti giusti. Vediamoli insieme:

- integratori: la pelle si può preparare all'abbronzatura grazie a specifici integratori a base di antiossidanti e vitamine. Questi prodotti, naturali e benefici, sono i più efficaci per contrastare i radicali liberi e garantire il buon funzionamento del sistema immunitario cutaneo;

- prodotti depigmentanti: creme o gel a base di sostante schiarenti sono l'ideale per mitigare la presenza delle macchie sulla cute, poiché agiscono direttamente sugli accumuli di melanina;

- peeling chimici: sempre sotto consiglio del dermatologo, è possibile intervenire con peeling a base di acido glicolico o acido tricloracetico, dermoabrasione e laserterapia, che eliminano le macchie favorendo il ricambio cellulare.

Per tutti questi rimedi, oltre ai consigli del personale specializzato, potete rivolgervi al vostro farmacista che saprà indicarvi quello migliore in base alle vostre esigenze.

L´aspirina previene il tumore allo stomaco? La scienza indaga

L´aspirina previene il tumore allo stomaco? La scienza indaga

11 Settembre 2018

Che l'aspirina abbia benefici maggiori rispetto a quelli riportati sul foglietto illustrativo è ormai noto. Questo medicinale, infatti, agisce anche sull'aumento delle possibilità di gravidanza, aiuta a prevenire il tumore alla prostata e ha effetti positivi su malattie degenerative come l’Alzheimer.

Ma non è tutto. Da un recente studio si è dimostrato come, l’utilizzo del farmaco sul lungo periodo, sia in grado di diminuire il rischio di ammalarsi di tumore allo stomaco. La ricerca è stata condotta su un campione di 600 mila persone. I pazienti a cui è stata somministrata l'aspirina per lunghi periodi (mesi o anni) hanno avuto un tasso di incidenza tumorale inferiore rispetto a coloro che non hanno assunto il medicinale.

Aspirina e tumori: dubbi e conferme

I dati dimostrano come questo farmaco abbia un effetto positivo sul nostro organismo, non solo nel combattere il tumore allo stomaco, ma anche nel caso di leucemie e tumori ai polmoni.

Nonostante questi risultati, i dubbi sull'utilizzo dell'aspirina come metodo protettivo e preventivo verso queste patologie continuano a dividere la comunità scientifica: secondo un’ampia fetta di professionisti, non sono da sottovalutare gli effetti collaterali del farmaco e va studiata con attenzione la posologia, affinché il prodotto possa essere ritenuto realmente efficace.

Per il momento, quindi, l'utilizzo dell'aspirina è da limitarsi alle consuete modalità prescritte dal medico o su consiglio del vostro farmacista di fiducia. Per sapere, invece, se effettivamente potrà essere impiegato anche come cura preventiva al cancro dovremo aspettare che arrivino conferme più concrete dai ricercatori specializzati.
Aloe vera: un toccasana per l´estate

Aloe vera: un toccasana per l´estate

08 Settembre 2018

Se si parla di piante e del loro potere curativo non si può non citare l'Aloe Vera. In passato, proprio per le sue molteplici qualità, veniva considerata una pianta magica dalle cui foglie veniva estratto un succo denso, concentrato e ricco di principi attivi. L'Aloe, infatti, ha proprietà immunostimolanti, antinfiammatorie, depurative, nutrienti e remineralizzanti e, soprattutto in estate quando la nostra pelle viene messa a dura prova dai raggi solari e dagli agenti esterni, diventa un rimedio essenziale per la cura della nostra cute.

Una pianta, mille benefici

L'Aloe è una vera e propria alleata per la salute. I suoi benefici sono molteplici:

  • idrata la pelle e le labbra. Grazie alle vitamine A e E contenute nelle sue foglie svolge un'azione nutriente e di protezione immediata;
  • lenisce, rinfresca i tessuti e allevia i sintomi delle bruciature. In più permette di accelerare il ricambio cellulare e la guarigione della cute;
  • previene le infezioni grazie alle sue proprietà antibatteriche;
  • protegge l'epidermide dei bambini e aiuta a lenire gli arrossamenti causati dal pannolino, dal sole e dall’acqua del mare;
  • previene la formazione di rughe e macchie solari provocate dalla troppa esposizione al sole, merito dell'azione antiossidante che permette alla pelle di mantenersi idratata e tonica;
  • aiuta a regolare le funzioni dello stomaco e dell'apparato digerente.

Per queste ragioni, prima di partire per le vostre vacanze, potete rivolgervi al vostro farmacista che saprà indicarvi il prodotto migliore a base di Aloe Vera per affrontare l'estate e le giornate di sole senza incorrere in fastidiosi problemi di salute.

Pelle già abbronzata: si può rinunciare alla crema solare?

Pelle già abbronzata: si può rinunciare alla crema solare?

08 Settembre 2018

Basta un piccolo raggio di sole in primavera per far scattare la voglia di abbronzatura. Iniziano i pomeriggi in giardino o sul balcone di casa, tutto per arrivare alle desiderate vacanze con la pelle già colorata.

Chiunque pensi che essere già abbronzati sia la soluzione per non mettere la crema protettiva, rimarrà deluso.

Creme solari, irrinunciabili amici della pelle

L'abbronzatura, infatti, se da un lato può essere utile ad evitare scottature, dall'altro non serve a nulla contro i danni causati dai raggi ultravioletti. Che la vostra cute sia già dorata o bianca come una mozzarella, la protezione solare è necessaria a garantirne il normale benessere.

A seconda del vostro fototipo è importante scegliere il prodotto più adatto per proteggere l'epidermide dagli effetti dannosi dei raggi UVA e UVB. E non parliamo solo a chi sceglierà di trascorrere le vacanze al mare, con parecchi centimetri di pelle esposta al sole. La protezione va applicata anche in montagna e in città, soprattutto nelle zone più scoperte come viso e decollété.

Vi state chiedendo se non sia sufficiente rimediare con il doposole? Anche in questo caso ci dispiace deludervi. Questi prodotti, pur svolgendo un'azione lenitiva e idratante, alleviano la sensazione di bruciore e arrossamento, ma non agiscono contro i danni irreparabili provocati dai raggi ultravioletti.

Per tutte queste ragioni è importante chiedere consiglio al vostro farmacista di fiducia che saprà indicarvi la formulazione e il fattore di protezione migliore per la vostra cute. Al rientro in ufficio sfoggerete un'abbronzatura invidiabile e tutta la bellezza di una pelle sana!
La città è alleata del diabete, colpa dello stile di vita

La città è alleata del diabete, colpa dello stile di vita

06 Settembre 2018

Che lo stile di vita influisca sulla salute del nostro corpo è cosa nota. Ma sapevate anche il luogo in cui viviamo può influire su malattie gravi come il diabete?

Questa patologia, infatti, caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, cresce in modo esponenziale se si vive in città e si ha uno stile di vita sedentario. Se si pensa che, solo in Italia, su 3,2 milioni di persone affette da questa malattia, circa il 52% risiede in centri urbani, non vi sarà difficile capire quanto la città sia impattante negativamente sulla nostra salute.

Diabete e città, un "cattivo" binomio

Il diabete si divide in due tipi. Il tipo 1 si sviluppa nell’infanzia o nell’adolescenza e porta alla distruzione progressiva delle cellule del pancreas che producono l’insulina. Quello di tipo 2, invece, subentra dopo i 30-40 anni e oggi viene chiamato anche diabete urbano, proprio per il suo legame con le abitudini cittadine.

Secondo una ricerca è emerso come, nelle zone in cui i cittadini privilegiano l'auto come mezzo di trasporto, anche i livelli di diabete siano nettamente superiori, rispetto alle zone dove ci si muove in bicicletta o a piedi. In più si è riscontrato come, un basso livello socio culturale, faccia da terreno fertile alla nascita di questa patologia.

Stile di vita regolare, costante attività fisica e alimentazione equilibrata, quindi, possono contribuire in modo determinante a contrastare la formazione della malattia.

In ogni caso, per prevenire il diabete o dopo la diagnosi medica, rivolgetevi sempre al vostro farmacista per curarvi in modo corretto.

Il farmaco contro la depressione te lo indicherà il DNA. Al via una ricerca sperimentale

Il farmaco contro la depressione te lo indicherà il DNA. Al via una ricerca sperimentale

04 Settembre 2018

Molto spesso si tende a sottovalutarne i sintomi, altre volte, invece, la si nomina a sproposito. Parliamo della depressione, la "malattia moderna" che solo in Italia colpisce circa 2,8 milioni di persone.

Si manifesta con un'alterazione dell'umore, diminuzione di interesse e piacere per le attività quotidiane, tristezza continua, apprensione, rabbia, apatia, facilità al pianto, autosvalutazione e calo di autostima.

Questi disturbi impattano notevolmente sul benessere fisico tanto che, la riduzione della qualità della vita che ne consegue, è paragonabile a quella arrecata da malattie gravi come la cardiopatia e l’artrite.

Il DNA: un aiuto che viene dal corpo

Oggi sono disponibili più di trenta tipologie di trattamenti farmacologici per la cura della depressione. Molto spesso, però, le misure adottate non portano risposte soddisfacenti perché basate su criteri clinici generici. A tal proposito si sta ipotizzando l'utilizzo di marcatori specifici, che permettano ai medici di prescrivere farmaci mirati ad ogni esigenza.

Grazie ad una ricerca che studia le varianti genetiche, infatti, si potrebbe arrivare all'identificazione dei casi predisposti a sviluppare una resistenza agli antidepressivi e, tenendo in considerazione la singola risposta, si andrebbe ad isolare ogni singolo profilo genetico "resistente" al trattamento farmacologico.

Se confermato, questo studio consentirebbe di sviluppare delle cure personalizzate in base al DNA del paziente, permettendo al farmaco prescritto di svolgere la sua funzione in modo specifico sul soggetto.

In attesa che questa ricerca si concretizzi, rivolgetevi sempre al vostro medico e al farmacista di fiducia per intervenire in modo corretto nella gestione di questa delicatissima patologia.

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